Bonifico per ristrutturazione edilizia o energetica: cosa fare?

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Attraverso la legge di Stabilità, ogni anno il governo sceglie se confermare, annullare o modificare degli sgravi fiscali riguardanti la ristrutturazione edilizia, soprattutto se riguardano la riqualificazione energetica. Nel 2017, ad esempio, con una spesa di 96,000 euro, l’Irpef poteva avvalersi di una detrazione di circa il 50 %, e ne potevano usufruire tutti i contribuenti assoggetti alla suddetta imposta. Ma come si compila un bonifico per il pagamento della suddetta ristrutturazione? Quali sono gli errori da evitare?

La struttura del bonifico

Il pagamento della ristrutturazione edilizia avviene tramite bonifico bancario, usando il proprio conto corrente. Nel suddetto bonifico, vanno specificati:

  • il codice fiscale del contribuente, a cui andrà fatta la detrazione;
  • il codice fiscale del beneficiario, o il suo numero di partita IVA;
  • la causale del versamento, come prevede l’articolo 16-bis del DPR 917/1986.

La causa del versamento, deve essere strutturata in questo modo: “Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986 – Pagamento fattura n.(…) del (…) a favore di (…) partita Iva (…). Beneficiario della detrazione (…) codice fiscale (…)”. La banca o l’istituto di credito che si fa carico della ristrutturazione deve emettere una ritenuta a titolo di acconto dell’imposta sul reddito, per l’impresa incaricata del lavoro.

Se la ristrutturazione, invece, è inerente al risparmio energetico, il pagamento tramite bonifico è nessario solo ai soggetti che non sono titolari del reddito di impresa, indicando dei dati specifici tra le informazioni più importanti, come il codice fiscale, in cui si devono riportare sia quello del benificiario che dell’azienda.

Per usufruire a dei bonus, per la ristrutturazione, è importante presentare documenti come le fatture delle spese sostenute ed il bonifico con cui si è affettuato il pagamento. Per la ristrutturazione energetica, la documentazione deve includere le schede informative e le certificazioni inerenti ad esso, compreso l’APE (Attestato di Prestazione Energetica).

Gli errori da evitare

Bisogna tenere presente che non tutte le spese si possono pagare con un bonifico, come le imposte di bollo, gli oneri di urbanizzazione, le ritenute fiscali sugli onorari dei professionisti, i diritti per concessioni, le autorizzazioni e denunce di inizio lavori.

Nel caso che più di un soggetto abbia a carico le spese di ristrutturazione, il bonifico deve comprende i numeri dei codici fiscali di tutti. Se i lavori sono effettuati in più parti di un condominio, bisogna indicare quello dell’amministratore.

E’ bene ricordare, inoltre, che:

  • chi effettua il bonifico non è, necessariamente, il richiedente della detrazione, soprattutto se la struttura in questione è intestata a più soggetti, ed in quel caso bisogna verificare cosa prevedono le norme;
  • non dimenticare mai il codice fiscale, che siano uno o più, del contribuente o del condominio, etc;
  • inserire il riferimento normativo esatto nella causale;
  • collegare il pagamento alla fattura, anche se non è obbligatorio, per eventuali controlli in futuro.