Codice tributo 2501: che cos’è, a cosa si riferisce e la guida all’utilizzo

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In molti sapranno (o perlomeno conosceranno) l’imposta da bollo, ma non tutti forse sanno che ad essa fa riferimento un codice tributo, il numero 2501. Qui, in questa pagina, si possono trovare maggior informazioni.

Che cos’è l’imposta da bollo

E’ bene, prima di tutto, capire che cos’è l’imposta da bolla. Nel sistema fiscale italiano, essa è un’imposta applicata alla produzione, alla richiesta o alla presentazione di determinati documenti, indipendentemente che sia cartacea o elettronica.

Secondo il decreto del Presidente della Repubblica numero 642, del 26 ottobre 1972, essa si può distinguere come:

  • marca da bollo di 2 euro, che va applicata su una ricevuta, senza IVA, il cui importo è superiore ai 77,47 euro;
  • marca da bollo di 16 euro, che si applica su una domanda, un certificato, un ricorso o una denuncia;
  • l’imposta da bollo di 230 euro, applicata da un notaio nel caso di una compravendita immobiliare;
  • l’imposta di bollo da applicare a una cambiale, il cui costo è il dodici per mille del suo importo.

Ognuna di queste imposte da bollo, va riporta nel modello F24, e per questo viene usato il codice tributo 2051.

A cosa fa riferimento il codice tributo 2051

Il codice tributo 2051 fa riferimento alle imposte da bollo emesse con le fatture, per tutto il corso dell’anno fiscale. Ad esempio se sono state emesse venti fatture, alle quali sono stati applicati venti bolli da due euro, sul modello F24 si dovrà riportare il totale di quaranta euro. Ciò vale anche per le fattura elettroniche, il cui importa supera sempre i 77,47 euro. Quando si registrano sui libri contabili, se questi sono tenuti elettronicamente, l’imposta di bollo si deve applicare ogni 2,500 registrazioni.

Il versamento di queste imposte va effettuato entro 120 giorni dal 30 aprile (data di scadenza dell’anno fiscale). Nel caso non si riesca a pagare entro questo termine, si dovrà ricorrere al ravvedimento operoso, usando il codice tributo 2052 e il 2053, per gli interessi.

Come inserirlo nel modello F24

Come quasi tutti i codici tributo, anche questo va inserito nell’area dedicata all’Erario, nella sezione “Imposte Dirette – IVA – Ritenute alla Fonte – Altri Tributi e Interessi“.

Il contribuente, come per la gran parte di questi codici, dovrà solo inserire il numero del codice, l’anno di riferimento e gli importi a debito versati, nelle colonne che lo richiedono. Questo codice è anche compensabile: nel caso che le imposte risultino a credito, si può usare quest’ultimo per pagare le imposte di bollo.