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Comprare arte per imprese e liberi professionisti. Deducibilità e fisco

Comprare arte per imprese

Deducibilità e tasse opere arteComprare arte per imprese.

Oggi cerchiamo di precisare una prassi ancora poco conosciuta sugli investimenti in arte: la deducibilità dell’1 % sugli acquisti di opere d’arte.

Per i lavoratori autonomi con partita IVA attivi in Italia esiste la possibilità di dedurre in parte le spese di rappresentanza in cui rientrano anche le opere d’arte.

Sono definite spese di rappresentanza tutti i costi sostenuti dal professionista per dare un’immagine efficiente e solida della propria azienda. Non rientrano in questa classe di spesa la pubblicità. Nella fattispecie sono investimenti per realizzare manifestazioni, convegni, viaggi aziendali, arredi di prestigio come le opere d’arte.  Tutto ciò che può rafforzare l’immagine aziendale, o meglio il proprio brand.

Esistono però delle soglie: a partire dal 2015 per le spese fino ai 50 euro la deducibilità è del 100 %. L’insieme delle spese di rappresentanza deducibili è rapportato ai propri ricavi e proventi. Dal 2016 le spese di rappresentanza sono fiscalmente detraibili secondo nuove soglie di ricavi rispetto all’anno scorso: 1,5 % fino a 10 milioni di euro di ricavi; 0,6 % dal 10 a 50 milioni di euro; 0,4 % oltre i 50 milioni di euro. Ricordiamo che questo regime è valido anche per le partite IVA ai regimi dei minimi.

L’applicazione della deducibilità è per opere che non abbiano più di 50 di vita, quindi non rientrano in questa classe pezzi archeologici, d’antiquariato e allo stato attuale opere del primo Novecento. L’opera d’arte diventa quindi patrimonio aziendale e per quanto riguarda la futura vendita è possibile guadagnarci sulla eventuale plusvalenza.

La deducibilità sulle spese di rappresentanza costituisce quindi un’opportunità felice e molto interessante per le imprese e i liberi professionisti da non lasciarsi sfuggire.

Ricordiamolo, investire in opere d’arte, oltre a questo appena analizzato, può usufruire di altri aspetti positivi e vantaggiosi rispetto ad altri investimenti: non esistono costi per la loro manutenzione, possesso o tasse applicate.

Roberto Brunelli e Salvatore Puzella

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