Contributi IVS: cosa sono?

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I contributi IVS (Invalidità Vecchiaia Superstiti) sono delle forme di contribuzione obbligatorie da versare all’INPS, ed è un’assicurazione pensionistica per vecchiaia, invalidità o morte del lavoratore. La somma da versare viene trattenuta nella quota della busta paga. Ma chi è che versa questi contributi? Come viene calcolata la somma da versare?

Chi deve versare i contributi IVS

A versare questi contributi sono i lavoratori dipendenti del settore privato, ovvero artigiani, commerciati, artisti, apprendisti, giornalisti (iscritti all’Inpgi) e coltivatori diretti. In questo elenco sono inclusi anche i collaboratori autonomi, iscritti ad una gestione separata dell’INPS.

I lavoratori autonomi versano questa quota entro determinate rate, riportando la somma prevista nel modello F24, mentre ai lavoratori in una posizione subordinata, inclusi apprendisti e collaboratori, questa somma viene detratta dalla busta paga. La somma dovuta, varia a seconda dell’attività, ma di norma è compresa tra il 24 ed il 34 % dell’importo, calcolato non solo in base al tipo di lavoro, ma anche al reddito annuale, all’età del lavoratore ed all’ubicazione.

Come si calcola l’importo da pagare

Per i dipendenti di un’azienda privata, che abbiano un contratto a tempo determinato o indeterminato, il versamento IVS viene trattenuto dalla loro busta paga, come è già stato accennato in precedenza, e la loro aliquota non supera, di norma, il 10 %.

I coltivatori diretti, invece, a seconda dell’ubicazione in cui lavorano e dalla loro età, versano delle aliquote in base al loro reddito. Nel campo agrario, sono quattro le fasce di reddito: la prima arriva fino a 232,40, la seconda da 232,41 a 1.032,91 euro, la terza da 1.032,92 a 2.324,05 euro, e la quarta dai 2.324,06 euro in su.

Il calcolo cambia, invece, per commercianti, artigiani ed eventuali collaboratori, che devono versare la quota rispettando i termini della legge 443/1985, e per calcolare la somma ci si basa sul reddito IRPEF. Ad incidere sulle aliquote, in questo caso, è anche l’età dei lavoratori: se l’artigiano ha superato i ventun’anni, l’aliquota del 23,10 % e per il commerciante del 23,19 %. Se i commercianti e gli artigiani hanno meno di ventun’anni, per i primi la quota è del 20,19 % e per i secondi del 20,10 %.

Non sono esclusi dal versare questa quota anche i venditori porta a porta, iscritti ad una gestione separata dell’INPS, i cui contributi sono calcolati in base sempre al loro reddito massimale e minimale e, generalmente, l’aliquota si aggira attorno al 31 %.

I liberi professionisti, iscritti ad una gestione separata dell’INPS, versano invece un aliquota pari al 25 % (24 % se sono titolari di una pensione o iscritti a qualche forma previdenziale).

Le leggi che regolano i contributi da versare, sono comunque in continua evoluzione, ed è bene tenersi sempre aggiornati sulle eventuali modifiche.