Contributo FAP: che cos’è e chi può richiederlo?

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Il contributo FAP, ovvero il Fondo Adeguatamento Pensioni, è una significativa fonte di finanziamento per la pensione del contribuente, e viene trattenuto dallo stipendio mensile. Ma che cos’è di preciso? Chi può richiederlo? Questo contributo non va confuso con il contributo economico FAP, il Fondo di Autonomia Possibile.

A chi spetta?

Questo contributo è per i lavoratori sia del settore pubblico che privato, che pagano il contributo IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti), i cui lavoratori sono iscritti a una gestione separato dell’INPS (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, etc), la cui aliquota può variare dal 24 al 34 %, a seconda dello stipendio e del reddito.

Una volta arrivato alla pensione, secondo quanto stabilito dalle riforme del 2011, della legge 67/88, il calcolo dell’assegno mensile da versare al contribuente si dovrà basare sulle media delle sue ultime buste paga. In ogni caso, è obbligatorio per qualunque tipologia di lavoratore.

Come si calcola il contributo FAP

L’aliquota a carico del lavoratore è pari al 9,19 %, se lavora presso una ditta con meno di quindici dipendenti. Chi opera in un’azienda più grande, deve versare un’aliquota del 9,49 %. Di queste aliquote, lo 0,30 % è impiegato nel fondo della cassa integrazione.

Ovviamente, non è solo il numero dei dipendenti di un’azienda, a determinare l’aliquota da versare per questo contributo. Ci si deve basare anche sul tipo di contratto. Ad esempio, chi ha un contratto di apprendistato verserà un’aliquota che potrebbe essere inferiore al 5,84 %.

Sono agevolati anche i dipendenti di cooperative, che possono versare i contributi di convenzione. L’aliquota, in questo caso, viene calcolata in base ad un numero minore di ore, di quelle effettive.

Tra gli altri fattori che possono influenzare l’importo da versare al fondo, sono compresi anche il reddito dell’azienda o del lavoro dipendente, la tipologia del lavoro che si esercita, l’età del lavoratore e la collocazione geografica della ditta. Ad esempio, per un artigiano al di sotto dei ventun’anni, l’aliquota sarà del 20,19 %.

L’aliquota, in ogni caso, si calcola anche in base per l’importo lordo dello stipendio, comprese le indennità, i premi di produzione e gli straordinari pagati.

Come leggere il contributo FAP in busta paga

Quando si riceve la busta paga, si può leggere il contributo FAP tramite una delle voci presenti nel prospetto della retribuzione.

Il contributo FAP, a sua volta, è composto da varie voci, come lo stipendio mensile e le ore pagate. Nella medesima area sono segnate voci come i premi di produzione, la remunerazione degli straordinari e l’indennità di contingenza mensile.

Alla contribuzione lorda mensile, viene affiancato il calcolo delle aliquote di contributo FAB. Quella che viene definita “retribuzione netta”, non è, tuttavia, percepita concretamente nella busta, perché ancora non è stata scalata da altri tributi.