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Doomsday clock

Doomsday clock

Doomsday clock, l’orologio dell’apocalisse? ma che significato ha? che indicazione posso ricevere per i miei investimenti?

Doomsday clock è tornato d’attualità visto che quest’anno è stata data la comunicazione  che le lancette dell’orologio si trovano a tre minuti dalla mezzanotte. Ma che significato ha? L’orologio era nato, nel periodo della guerra fredda, ideato dagli scienziati del Bulletin of the Atomic Scientists come termometro del rischio di una guerra nucleare e indicava i minuti in aumento o in diminuzione rispetto alle 12, che  era considerata l’ora “X”.

Dal 1947 ad oggi ha avuto delle fasi alterne che si vedono nel grafico pubblicato sul sito wikipedia

Da quanto letto in precedenza  il fattore legato alla proliferazione delle armi nucleari, non sembra più l’unico elemento di allarme, ma viene inserito anche quello legato ai cambiamenti climatici, che stiamo provocando all’ambiente, con tutte le conseguenze possibili.




Ma tutto questo, è un segnale di allarme, come se ce ne fosse bisogno, e cosa centra con l’economia e la finanza. E’ qui che entra in gioco un articolo pubblicato sul The Telegraph, che riporto ” Doomsday clock for global market crash strikes one minute to midnight as central banks lose control” e che naturalmente invito a leggere integralmente, anche se non è un breve articolo.

Qui di seguito riprendo alcuni aspetti riportati nell’articolo per vederli anche sotto altri profili.

Per capirci non solo in modo catastrofico, ma anche in modo realista e quindi cercare le indicazioni che possono diventare utili per cercare di migliorare la nostra pianificazione d’investimento.

Uno dei fattori presi in esame è la mancata crescita dei paesi così detti emergenti, in particolare la Cina. Ma di cosa stiamo parlando? di paesi che crescono meno del previsto ma con valori pur sempre superiori al 5% anno. Viste le prospettive di crescita inferiore alle previsioni, è ovvio che le commodity crollino, ricordandoci  che per il petrolio è anche in atto  una guerra politica che vede coinvolti tutti gli attori presenti sullo scacchiere mediorientale, in primis USA e Russia. Inoltre ci sono le banche, nazionali e mondiali che non si capisce se e come si stammo muovendo. Ma come già riportato nell’ articolo La economia per Varoufakis,  anche loro, come tutti, cercano di sviluppare le loro politiche di business.

Pertanto, cerchiamo di farci condizionare il meno possibile da queste situazioni, senza sottovalutarle, anzi esaminiamole con attenzione cercando di capire se i nostri investimenti in termini di asset allocation sono corretti o richiedono una integrazione o un riposizionamento.

Gianfranco Mozzali

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