Conviene investire in commodity? In che modo? Quali sono i rischi?

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Desideri avere maggiori informazioni a proposito di come investire in commodities? Stai leggendo l’articolo giusto per te! Qui troverai consigli utili su come e perché investire in commodities, quali sono i pro e contro di questi investimenti, tecniche e fattori da tenere in considerazione. Continua a leggere per saperne di più a riguardo.

Commodities: cosa sono e a cosa servono?

Per commodities, in generale s’intendono le materie prime, i beni primari che servono anche a creare prodotti per il consumo. Esempi di commodities sono i metalli, come argento e oro, i beni energetici, come il petrolio, e i prodotti agricoli, come bestiame e grano. In base al tipo di prodotto in esame,le commodities vengono raggruppate in diverse categorie, ovvero:

  • Commodity hard, che sono estratte e/o trasformate, come l’oro, il petrolio, il cotone. Quindi poco deperibili e più utilizzate nel ciclo del processo industriale. Per questo motivo sono quelle di maggior interesse per l’investitore e quindi quelle che fanno maggior mercato, basti pensare al petrolio e ai suoi derivati;
  • Commodity soft, che sono coltivate e destinate principalmente all’alimentazione, come lo zucchero, il mais, il bestiame. Quindi sono più soggette a volatilità proprio per la variabile legata al ciclo naturale della crescita ed al deperimento;
  • Commodity emerging, che si ritiene possano divenire molto importanti nel futuro, come l’acqua, l’energia verde, le terre rare.

Oggi i mercati più importanti sono quelli del petrolio, dell’oro e delle commodities agricole. Una considerazione, in visione futura, da fare è quella relativa a utilizzi differenti delle commodity hard, forse avviate ad un riposizionamento a favore delle commodity soft che vengono sempre più  impiegate al fine di preservare e migliorare l’ambiente.

Come investire in commodities?

Ecco di seguito, i principali strumenti che permettono di operare nel mercato delle commodities:

  • mediante l’acquisto diretto;
  • attraverso operazioni sui derivati come Futures ed ETF ed ETC;
  • comprando delle azioni.

L’acquisto diretto per esempio di oro, di brillanti e di altri metalli preziosi, può essere considerato in un’ottica d’investimento a lungo periodo. Se si ha il timore di un possibile prelievo forzoso e si decide tenere elevati valori in spazi ridotti,, la scelta può avere una sua logica. Sconsigliabile è invece l’acquisto di altri tipi di commodity, in particolar modo per lo stoccaggio, se non si è un utilizzatore diretto che li inserisce nel suo ciclo di produzione.

Il modo più utilizzato dall’investitore è quella di operare con due strumenti:

  • gli ETF o meglio gli ETC (Exchange Traded Commodities) che, come già visto sono strumenti finanziari emessi a fronte dell’investimento diretto dell’emittente in materie prime o in contratti derivati su materie prime. Gli ETC sono negoziati sui mercati OTC, quindi simili alle azioni e non ai fondi d’investimento come gli ETF.
  • Futures, a cui converrà avvicinarsi quando uno avrà maturato una conoscenza maggiore del mercato, rinviamo all’articolo già pubblicato.

L’investimento in titoli azionari è quello più semplice, anche se ha dei pro e contro ovvero quanto la materia prima individuata incide sul suo fatturato e utile e quanto, la società appesantisce di costi la redditività della società. A tal proposito potrebbe essere utile la lettura sull’investimento in azioni. L’investimento in commodity dovrebbe essere presente in tutti i portafogli, proprio per salvaguardare la logica della diversificazione. Quanto al peso da attribuire, avendo a disposizioni tre modalità si possono studiare dei mix che in base alle competenze e conoscenze specifiche di una materia prima o di una azienda, possano modificare l’asset allocation.

In conclusione,si può dire che investire in commodities richiede una valutazione attenta. Per investire in modo intelligente e sicuro, potrebbe essere il caso di richiedere consigli ad un professionista che saprà indirizzarti al meglio.