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Le scelte di investimento degli italiani

Le scelte di investimento degli italiani

Le scelte di investimento degli italiani, quali sono? Come investono gli italiani? Quali sono gli investimenti delle famiglie italiane?Che investimenti finanziari scelgono gli italiani




Già da qualche tempo ci era stato richiesto di offrire un panorama per le scelte di investimento degli italiani, prendiamo pertanto spunto dalla recente pubblicazione “Report on financial investments of Italian households” della Consob, per affrontare l’argomento.Per non ripetere quanto già riportato da altri, limitiamoci a un’estrema sintesi di riepilogo:

  • i risparmi, proprio per l’incertezza del futuro, tendono ad aumentare,
  • la cultura finanziaria risulta debole
  • le scelte di investimento degli italiani sono più un fai da te, a livello di famiglia, il consulente finanziario è nella maggior parte dei casi visto come uno che fornisce un parere da raccogliere, non come un professionista con il quale perfezionare un percorso d’investimento..

La domanda che mi sono posto, leggendo la relazione è stata “ ma siamo soddisfatti delle nostre scelte d’investimento?”.

Indipendentemente dalla risposta, ognuno di noi ha di sicuro una sua motivazione sulla scelta d’investimento, proseguo e mi domando, “ma abbiano la possibilità di migliorare il risultato attuale?”

Vediamo intanto su quali prodotti andiamo a investire, dai conti di deposito, ai fondi comuni d’investimento, alle obbligazioni ed anche alle azioni , titoli di stato meno di un tempo, forme assicurative e non dimentichiamoci degli immobili .

Volutamente ho escluso tutta una serie di prodotti ampiamente trattata come i derivati e le opzioni, e molto legati al fintech, perché rivolti ad un pubblico di risparmiatori più ristretto.

Visti gli investimenti degli italiani, in quale l’esposizione è maggiore?

Nel settore immobiliare sono stati effettuati gli investimenti che pesano maggiormente, impiegando più del 50% del capitale disponibile. Al riguardo vi rinviamo ai nostri articoli sull’investimento immobiliare e sui mutui e finanziamenti.

Analizzando invece solo gli investimenti finanziari, il 30% è in liquidità o in investimenti a breve. Questo è dovuto al senso d’incertezza che si percepisce, vuoi per far fronte a un imprevisto, vuoi per il timore di un prelievo forzoso, e per ultimo con il recepimento dall’UE del “Bail in“. Si è molto equivocato e speculato sulla norma che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2016. Per la quale è previsto che, per evitare l’eventuale default di una banca, la banca possa essere risanata, anche mediante prelievi forzosi sui conti correnti con depositi superiori ai 100mila euro.

Per completare la ripartizione degli investimenti finanziari, le obbligazioni, le azioni e le partecipazioni in società di capitali e le assicurazioni raccolgono tra il 15% e il 20% per ciascuna delle tre aree. Da menzionare anche i fondi comuni di investimento ma sotto il 10%

In conclusione la diversificazione è modesta, appesantita dagli immobili, con una propensione alla liquidità elevata e pertanto poco protettiva in termine di rivalutazione del capitale. Questo scenario però è frutto di una media e pertanto ritorniamo a quanto già detto sopra, ognuno in base al proprio capitale deve vedere gli investimenti effettuati e i correttivi da introdurre.

Gianfranco Mozzali

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