Chiudere un conto bancario: come farlo? E quali sono i motivi più comuni?

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Così come si apre un conto corrente, può essere necessario chiuderlo, per i più diversi motivi. La procedura, a seconda della banca o dell’istituto di credito, può essere semplice o no, e in alcuni casi è possibile farlo direttamente online. Ma quali sono i motivi più comuni per cui si decide di chiudere un conto bancario? E le procedure da seguire?

Perché chiudere un conto

Sono diverse le ragioni che spingono a chiudere un conto corrente. Il motivo principale, generalmente, è sempre di natura economica: il correntista, infatti, può aver trovato una banca o una tipologia di conto più economici. Attualmente, diversi utenti preferiscono optare per un conto online, che presenta commissioni più basse o completamente gratuito.

I conti online sono comodi anche per un trasferimento all’estero, altro motivo comune nella chiusura dei conti. Chi ha aperto un conto cointestato, per gestire il denaro legato alla propria attività o alla famiglia, può chiuderlo se si verificano dei cambiamenti, come un divorzio, la chiusura della ditta o studio, etc.

Come chiudere un conto corrente

Per avviare la chiusura del conto corrente è necessario che esso abbia un saldo positivo, con addebiti e accrediti bloccati, controllando che ci siano dei pagamenti o delle operazioni in sospeso. Dopodiché, ci si rivolge alla banca, trasferendo il proprio denaro o titoli collegati. Lo stesso vale anche per le carte di credito e debito. Nel caso che il conto sia in rosso, bisogna ripagare i debiti alla banca, altrimenti non si potrà effettuare la chiusura.

Le fasi nel chiudere un conto possono essere diversi a seconda dei servizi scelti, ma di solito essa non è soggetta a versamenti, ma nel contratto possono essere previste delle somme, riguardanti soprattutto il canone annuo e l’imposta da bollo, necessaria se i soldi ammontano a più di 5000 euro.

Anche le procedure possono essere differenti, ma è possibile scegliere di andare in banca e compilare un modulo, inviare una raccomandata A/R o una PEC per chiedere la chiusura del conto, oppure rivolgersi a un’altra banca chiedendo il trasferimento e la chiusura dal vecchio conto. Se si decide di recarsi personalmente in banca, oltre ai documenti di identità e al modulo, è necessario portare carte di credito e debito, libretto degli assegni, chiavette di sicurezza e altre dotazioni date con il conto. Per legge, il conto va chiuso entro dodici giorni lavorativi dalla presentazione della domanda, e in caso contrario l’utente può chiedere un indennizzo.

Se si trasferisce il proprio conto a un’altra banca, è possibile parlare di “rottamazione del conto corrente” e tale procedura viene gestita, come già accennato prima, degli istituti di credito coinvolti, ed è di sicuro conveniente perché di accrediti e gli addebiti ai conti può essere eseguita senza costi per il cliente. E’, quindi, possibile eseguire prelievi di contanti e bonifici durante i processi di chiusura dei conti.