Codice tributo 1040: ecco a cosa fa riferimento e a chi serve

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Quanto è dura la vita dei contribuenti italiani! Con i tanti adempimenti fiscali che si devono rispettare nel corso dell’anno non è difficile fare un po’ di confusione. Ogni volta che si paga qualcosa con il modello F24 è necessario informarsi su quali siano i codici da utilizzare. In questa pagina ci occupiamo del codice tributo 1040: vediamo a cosa fa riferimento, chi lo deve usare ed in che moda va compilato il modello per effettuare il pagamento.

A cosa fa riferimento il codice tributo 1040: chi lo deve usare e quando

Nelle indicazioni ufficiali dettate dall’Agenzia delle Entrate, il codice tributo 1040 deve essere utilizzato quando si pagano le ritenute su redditi di lavoro autonomo. In altri termini, va usato dai sostituti di imposta quando versano le ritenute d’acconto dell’Irpef relative ai compensi pagati per l’esercizio di arti e professioni. Quando il sostituto di imposta si avvale della collaborazione occasionale di un libero professionista autonomo deve effettuare una ritenuta pari al 20% del compenso a titolo di acconto dell’IRPEF. La percentuale sale al 30% se i soggetti non siano residenti; in questi casi, inoltre, la ritenuta non è a titolo di acconto, ma a titolo definitivo. La somma trattenuta a titolo di acconto deve essere versata dai sostituti di imposta entro il giorno 16 del mese successivo a quello di pagamento. Il pagamento avviene tramite la presentazione telematica del modello F24: nel prossimo paragrafo vedremo come si compila.

La compilazione del modello F24 per il versamento delle ritenute sui redditi da lavoro autonomo

Per effettuare il versamento delle ritenute sui redditi di lavoro autonomo il sostituto di imposta deve compilare la sezione Erario del modello F24. Nella sezione è presente la tabella composta da cinque colonne e dalla riga Totale. Nella casella della prima colonna bisogna inserire il codice tributo 1040. Nella casella della seconda colonna si deve inserire il mese di riferimento (mettendo 01 per gennaio, 02 per febbraio, 03 per marzo, 04 per aprile e così via). Nella terza colonna si specifica l’anno di riferimento. Nella casella della quarta colona si indica l’ammontare delle ritenute da pagare, ovvero gli importi a debito da versare. La colonna successiva non deve essere compilata se non ci sono importi a credito da portare in compensazione.

Dopo aver compilato la parte alta della tabella ci si può spostare nella riga Totale: qui sono presenti tre caselle. Nella prima bisogna riportare la somma di tutti gli importi a debito presenti nell’intera sezione Erario; nella seconda si deve riportare la somma di tutti gli eventuali importi a credito presenti nella sezione Erario. Nella terza casella, denominata Saldo, deve essere riportata la differenza tra i valori inseriti nei due spazi precedenti. Nella parte bassa del modello sono presenti anche gli spazi riservati al codice ufficio ed al codice atto, ma questi non devono essere compilati dal contribuente.