Delega conto corrente ed appropriazione indebita: cosa prevede la legge?

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Quando si è impossibilitati a recarsi fisicamente in banca per effettuare delle specifiche operazioni si può ricorrere alla delega del conto corrente.

La delega è una forma di procura che dà diritto al delegante di operare al posto del titolare, il quale per svariati motivi può decidere di dare a una persona terza la facoltà di espletare alcune operazioni a suo nome.

Come delegare?

Per effettuare una delega è necessario che il titolare e il delegante si rechino in banca per effettuare l’atto di delega e istituire le operazioni che quest’ultimo può compiere.

Entrambi, il delegante e il delegato, dovranno avere con sé un documento di identità e il codice fiscale da presentare alla persona della banca addetta all’atto; nel caso in cui il conto è cointestato, entrambi i titolari dovranno nominare il delegato o più persone.

Esistono due tipologie di delega che differiscono nel grado di autonomia concessa: a firma disgiunta e a firma congiunta.

  • Delega a firma congiunta

Nella delega a firma congiunta viene specificato un importo oltre al quale è necessario richiedere l’autorizzazione del delegante.

  • Delega a firma disgiunta

La delega a firma disgiunta non richiede l’autorizzazione del delegante.

Operazioni che il delegato può effettuare

Le operazioni che il delegato può compiere sono circoscritte al momento dell’atto della delega; solitamente tra queste vi è il versamento di titoli e contanti, la disposizione di bonifici, l’emissione di assegni e il prelievo di denaro. Al contrario il soggetto nominato non potrà mai chiudere il conto corrente e le sue funzioni verranno meno in caso di morte o perdita della capacità di intendere dell’intestatario. Nel caso di conto cointestato, la revoca potrà essere richiesta anche solo da uno dei due titolari che dovrà informare il delegato e il comproprietario della decisione presa.

Il delegato non potrà mai utilizzare il conto per le sue spese e i creditori non potranno rivalersi sulla delega.

Delega conto corrente: appropriazione indebita.

Uno dei rischi maggiori che si corre delegando a un’altra persona a compiere le operazioni sul proprio conto corrente è che la stessa decidi di svuotare l’intera somma presente senza alcuna autorizzazione: in questo caso si parla di appropriazione indebita.

La banca, nonostante l’illecito, non avrà alcun obbligo nei confronti del delegante in quanto il suo unico compito è quello di verificare la sua identità: l’istituto, quindi, non dovrà risarcire il cliente il quale potrà procedere per vie civili.

Una delle possibilità del delegante è quella di richiedere la restituzione del denaro al delegato, ma se quest’ultimo non avrà reddito il titolare del conto non otterrà nulla e dovrà quindi seguire la seconda via, ovvero presentare querela.

La legge prevede, infatti, il “reato di appropriazione indebita”.

L’art. 646 c.p. sanziona: “Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da euro 1.000 a euro 3.000.

Se il fatto è commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario, la pena è aumentata.”