Estratto conto scalare: ecco cos’è ed il suo uso

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Ogni mese oppure ogni te mesi, la banca invia ai suoi clienti che sono titolari di un conto corrente un documento che riepiloga tutte le operazioni effettuate. Questo documento si chiama estratto conto e deve essere redatto in modo chiaro e leggibile: in questo modo il correntista può rilevare eventuali errori ed omissioni e fare una contestazione scritta entro 60 giorni dalla data di ricevimento. Solitamente il documento è composto da due parti: l’elenco dei movimenti e l’estratto conto scalare. Scopriamo che informazioni forniscono e come si leggono.

Il riepilogo delle operazioni fatte: l’elenco dei movimenti del conto

L’elenco dei movimenti è una sorta di tabella nella quale vengono riportate in ordine cronologico tutte le operazioni che sono state effettuate sul conto durante il periodo di riferimento. La tabella è composta da diverse colonne: la prima è dedicata alla data di registrazione (ovvero il giorno in cui l’operazione è stata eseguita), mentre la seconda alla data di valuta (il giorno in cui l’operazione inizia a produrre i suoi effetti al fine del calcolo degli interessi). La terza colonna è quella del Dare: qui vengono inseriti i valori delle operazioni passive per il conto cliente, come i prelievi ed i pagamenti effettuati. La quarta colonna è quella dell’Avere, dove si possono leggere i valori delle operazioni attive per il conto, come i versamenti, gli accrediti ed i bonifici ricevuti. Nella quinta e ultima colonna viene inserita una descrizione di ciascuna operazione.

Cos’è e come si legge l’estratto conto scalare

Nell’estratto conto scalare, invece, si legge la sequenza dei saldi che si ottiene raggruppando tutte quelle operazioni che hanno la stessa data di valuta. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una tabella composta da cinque colonne. Nella prima colonna è indicata la data di valuta; nella seconda colonna è indicato il saldo per valuta (che tiene conto sia delle operazioni passive che di quelle attive); nella terza colonna è indicato il numero dei giorni per il quale il saldo è rimasto invariato rispetto a quello della valuta in questione.

Nella quarta colonna vanno inseriti i numeri debitori e nella quinta vanno inseriti i numeri creditori: questi valori si ottengono moltiplicando i saldi per valuta per il numero di giorni corrispondenti e dividendo il valore ottenuto per 100; i numeri sono debitori se il saldo risulta negativo, mentre sono creditori se il saldo è positivo. In fondo all’estratto conto scalare sono indicati il saldo liquido o disponibile finale, cioè la somma che è effettivamente disponibile alla fine del mese o del trimestre considerato, ed il saldo contabile finale, che invece tiene conto solo delle operazioni che si sono già concretizzate e che in alcuni casi differisce dal saldo effettivo.