Forma di prestito per lavoratori dipendenti: ecco qual è la più consigliata e come funziona!

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Viste le sempre maggiori spese che quotidianamente si presentano, è, ormai, all’ordine del giorno informarsi sulla possibilità di richiedere un prestito. Nel caso, in cui, si verifichino spese impreviste o uscite economiche importanti, ecco che avere la possibilità di ottenere una liquidità immediata, può fare la differenza. Certo, la richiesta di un prestito, proprio per il nome che porta, indica che tale somma dovrà essere restituita (e spesso anche con gli interessi). Quindi, se è vero che in caso di spese imminenti, richiedere un prestito può rappresentare una soluzione, è pur vero che il consiglio è quello di ponderare bene la scelta. Vediamo ora cosa c’è da sapere sulla forma di prestito per lavoratori dipendenti, e come funziona.

Forma di prestito per lavoratori dipendenti: ecco come funziona

Come si evince già dal nome, la forma di prestito per lavoratori dipendenti, riguarda, appunto, i lavoratori dipendenti, siano essi, pubblici, privati e statali. Il prestito per dipendenti, è un prestito non finalizzato, la cui restituzione avviene sotto forma di cessione del quinto. Ma, andiamo per gradi. Ovviamente, trattandosi di un prestito per lavoratori dipendenti, può essere richiesto solo da lavoratori dipendenti che possiedono una busta paga. Non è importante la motivazione per cui si richiede l’anticipo di una somma di denaro, ma l’unica prerogativa per chiederlo è quella di dimostrare di essere un dipendente con regolare busta paga. Questo perché sarà il datore di lavoro ad anticipare la somma e ad assumersi la responsabilità della sua restituzione, in quanto le rate del prestito sono legate allo stipendio percepito. Difatti, la somma richiesta sarà restituita appunto, tramite cessione del quinto, andando quindi a trattenere le rate dalla busta paga del richiedente che non dovranno superare il quinto dello stipendio, che corrisponde al 20% dello stipendio netto presente in busta paga. Se, il datore di lavoro acconsente, è anche possibile richiedere una trattenuta maggiore, che però non deve superare il 40% dello stipendio netto del dipendente.

Forma di prestito per lavoratori dipendenti: ecco qual è la più consigliata!

A seconda del contratto che si possiede, è possibile richiedere diverse forme di prestito. Fermo restando che la garanzia principale è la propria busta paga, bisogna anche valutare la tipologia di contratto che si possiede: a tempo indeterminato, determinato, contratto di apprendistato oppure di formazione. In base alla busta paga e al contratto le banche potranno valutare la richiesta del prestito e la sua restituzione tramite busta paga. Ad esempio: i lavoratori che hanno un contratto a tempo indeterminato, dovranno essere in possesso di questo contratto da almeno 3 mesi, oppure nel caso di un contratto a tempo determinato, la durata prevista per la restituzione del prestito potrebbe combaciare con la data in cui scadrà il contratto, in quanto non è detto che venga rinnovato.

Solitamente, non è difficile ottenere un prestito tramite la cessione del quinto, proprio perché legato alla busta paga, quindi si tende a concederlo anche alle persone che in passato hanno avuto insolvenze o sono state segnalate come soggetti protestati. Cercando su internet sono veramente tante le possibilità offerte da questa forma di prestito, molte delle quali offrono anche delle simulazioni sulla trattenuta e sulla durata della restituzione della somma.