Gli inizi dei professionisti: ecco quanto guadagnano i tirocinanti e come diventarlo

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Secondo quanto riportato dalla normativa comunitaria, il tirocinio deve essere per il tirocinante “un’esperienza pratica e professionale finalizzata a migliorare l’occupazione e facilitare la transizione verso un’occupazione regolare”. Dunque, se lo scopo del tirocinio è quello di svolgere un periodo di apprendimento all’interno di un’azienda o di uno studio professionale, così da poter acquisire le giuste competenze per poter essere, in futuro, inseriti in quel determinato settore, o in generale nel mondo del lavoro, dall’altro, il tirocinante rappresenta una risorsa per l’imprenditore che, come tale, va inquadrata.

Quindi, se il tirocinio non può essere considerato un vero e proprio lavoro, in quanto si sta parlando ancora di “formazione“, è importante ribadire che è comunque prevista una retribuzione per il tirocinio svolto, stabilito dalle linee guida che fissano a un minimo di 300€ lordi il compenso mensile che spetta al tirocinante.

Le aziende e i professionisti sono obbligate a rispettare tale compenso, altrimenti si rischia una sanzione. Ovviamente, queste “regole” valgono sia per i tirocini formativi svolti presso le aziende, così come per i laureandi che intendono seguire la carriera da professionista. Vediamo, di seguito, come si svolgono gli inizi dei professionisti, cioè come si fa per diventare un tirocinante e quanto è il compenso previsto.

Gli inizi dei professionisti: ecco quanto guadagnano i tirocinanti

Come anticipato, il tirocinante, nonostante sia li per imparare, dedica tempo e risorse al professionista che sta seguendo e, come tale, deve percepire una retribuzione minima che non deve essere inferiori ai 300€ lordi mensili. Ovviamente, il tirocinio deve essere applicato solo per quelle attività che prevedono necessariamente un periodo di formazione prima di poter essere inseriti in quel determinato settore. I tirocinanti devono fare i tirocinanti, cioè il tirocinio non può essere utilizzato per sostituire lavoratori con contratti a termine o sostituire lavoratori assenti. Solitamente, le carriere che prevedono necessariamente un periodo di tirocinio sono quelle da libero professionista, forense, commercialista e architetto, ma ce ne sono anche moltissime altre.

Gli inizi dei professionisti: ecco come diventarlo

Per diventare un tirocinante con lo scopo di acquisire le giuste competenze per diventare in futuro un professionista, è necessario essere iscritti alla facoltà universitaria specifica e avere terminato il percorso universitario, o comunque aver sostenuto la maggior parte degli esami, visto che studi universitari e tirocinio possono essere svolti anche contestualmente. Solo così si potrà accedere al tirocinio, andando alla ricerca di uno studio professionale disposto ad accettare il tirocinante, in modo da potergli trasmettere le sue conoscenze, in campo teorico e pratico. Il professionista che accetta il tirocinante dovrà essere iscritto all’albo da almeno 5 anni.

Il periodo di formazione permette al tirocinante di applicare tutti gli studi e le nozioni acquisite sui libri durante gli anni di studi universitari, avendo così la possibilità di metterli in pratica. Il tirocinante potrà svolgere alcune mansioni ma sempre sotto la supervisione del professionista dello studio dove sta svolgendo il tirocinio. Alla fine del tirocinio, la cui durata è di 18 mesi, si avranno le competenze teorico – pratiche per sostenere l’Esame di Stato, ottenere l’abilitazione ed esercitare così la professione.