Il protesto bancario e le conseguenze per l’azienda

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Talvolta può succedere che non si riesca a ottemperare a tutti i debiti che si hanno in corso, ecco il motivo per cui si va verso il protesto.

Tale ente ha appunto la facoltà di ufficializzare il mancato pagamento arretrato.
Colui che risulta in credito prima di tutto presenta all’istituto bancario un determinato titolo per il pagamento poi, nel momento in cui si rende conto che non può incassarlo, ha diritto a rivolgersi a un pubblico ufficiale per tutelare i suoi interessi.

Il pubblico “ufficiale” dispone della competenza giusta per richiedere l’assolvimento svolgendo la così designata “levata del protesto”. Se ciò non dovesse attuarsi, allora il suo ruolo è quello di andare a inserire il moroso nel settore dei protestati.

Il protesto non deve essere assolutamente sminuito, poiché porta a un genere di conseguenze molto seccanti e dannose per l’azienda.

Difatti quando si tratta di un’impresa, sia in caso di un’azienda sia se si tratta di una ditta “individuale”, le conseguenze possono provocare una sequenza di problematiche aggiuntive.

Le ditte che hanno un protesto in corso si ritrovano coi loro conti bloccati, quindi non hanno la possibilità né di ricevere né di attuare dei pagamenti.
Inoltre non possono neanche accedere al loro credito personale.

Ne consegue che un’impresa che si trova già in criticità dal punto di vista economico, tale congelamento può causare il cedimento della stessa azienda.

Quali rimedi esistono per chi ha avuto un “protesto”

Il fatto di non poter contare su un conto “corrente” attivo equivale all’impossibilità di poter ricevere normalmente i pagamenti o di effettuare i versamenti ai fornitori, di svolgere i vari movimenti inerenti stipendi e l’incasso dei crediti. Logicamente tale circostanza non consente di vivere e di lavorare tranquillamente e con serenità.

Per quanto concerne il settore bancario è molto diffidente nei confronti di coloro che risultano “protestati”, pertanto solitamente gli istituti bancari preferiscono non rischiare concedendo un nuovo conto corrente aziendale per protestati.

Pertanto coloro che si apprestano a provare a richiederlo, devono essere consapevoli che risulterà sicuramente molto arduo riuscire a ottenerlo.
Una soluzione efficace la si può trovare mediante un genere di società sorta in questi ultimi anni.

Questi enti danno la possibilità di potersi aprire un conto bancario “SEPA” anche se si è “protestati”. Conti validi e garantiti che consentono di poter controllare e fare varie operazioni “on-line” e di poter utilizzare una tipologia di carta prepagata che si può ricaricare direttamente tramite il proprio “conto”.

In ogni caso questo conto non permette di poter visualizzare il “credito” e di utilizzare gli “assegni”, ma danno l’opportunità sia alle ditte che ai privati di poter riscuotere e di pagare.

Dunque è proprio grazie a questo utilissimo mezzo che le imprese possono man mano riprendere con più vigore la propria attività.

Si tratta conseguentemente di un tipo di “conto” studiato e realizzato appositamente per i “protestati” e rappresenta uno strumento importantissimo, visto che è di grande supporto per poter riprendere la propria attività senza intoppi e tornando a lavorare con tranquillità.

Per merito di questo rimedio tante ditte hanno avuto l’opportunità di potersi rialzare, trovando uno spiraglio di speranza dopo i problemi dovuti dal “protesto”.