Investire nel caffè: conviene? Cosa si sa di questo mercato?

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Il caffè, si sa, è una delle bevande più consumate al mondo, amata molto dagli italiani. Ma cosa si sa del valore di questa materia prima sul mercato? Conviene investire in essa?

Il caffè

Prima di parlare del suo mercato è bene saperne di più su questa bevanda. Essa si ricava dalla macinazione dei semi di alcuni alberi tropicali e non si sa bene da quale paese provenga (probabilmente l’Etiopia), ma Pellegrino Artusi sosteneva che il migliore fosse quello delle Yemen. Nel Quattrocento cominciò a diffondersi in Europa, Medio Oriente ed America, diventando una delle merci più vendute.

Attualmente, ne sono coltivate diverse varietà, ma le più note e diffuse sono sicuramente l’Arabica e la Robusta, e tra i maggiori produttori si possono annoverare il Brasile, il Vietnam, l’Indonesia, la Colombia, l’Honduras, l’Etiopia, il Perù, l’India, il Guatemala e l’Uganda, nel rispettivo ordine.

Oltre ad essere consumato come bevanda, il caffè ha molti altri usi alternativi. Ad esempio, può essere usato per produrre fertilizzanti e pellet, come fa la CDA (Cattelan Distributori Automatici), che raccoglie a questo scopo i suoi scarti. Sembra, inoltre, che i suoi fondi possano essere usati per ideare nuovi combustibili: nel 2017, i bus di Londra hanno cominciato a funzionare grazie ad un biocarburante realizzato in parte da scarti del caffè, dalla startup britannica Bio-bean. Lo stesso ha fatto la Corea del Sud nel 2015, quando degli scienziati hanno trovato il modo di ottenere sempre dagli scarti un carbonio attivato che ingloba e trattiene in modo sicuro il gas metano.

Conviene investire sul caffè?

Il caffè è sicuramente una materia prima sicura su cui investire, in quanto è tra le più scambiate al mondo e i suoi fatturati sono secondi solo a quelli del petrolio. Tuttavia, non mancano anche dei rischi, come per ogni altro investimento, in quanto i suoi prezzi sono variabili, e dipendono dalla domanda, dall’offerta, dalla situazione politica ed economica dei suoi produttori e da fenomeni meteorologici che possono influenzarne la produzione e l’esportazione.

E’ possibile investire nel caffè tramite ETF, Futures ed di azioni di aziende che operano nel settore. Investire in queste ultime può essere più rischioso, ma ce ne sono diverse tra le più affidabili e quotate in Borsa, come:

  • la Lavazza, azienda storica torinese fondata nel 1895, è la leader sul mercato, che effettua le sue vendite in più di 90 paesi al mondo;
  • la Nestlè, società svizzera che opera anche nel mondo del caffè, e controlla sia la Nespresso Italia, nota per prudurre anche capsule e macchine per il caffè, che la Nescafè;
  • l’Illy, fondata a Trieste nel 1933, nel 2016 il suo fatturato ammontava a 460 milioni di euro, di cui il 60% all’estero;
  • la Kimbo, azienda fondata a Napoli nel 1963, ha raggiunto nel 2016 circa 175 milioni di euro di fatturato;
  • la Julius Meinl Italia, che fa capo all’omonimo gruppo austriaco, ha uno stabilimento di produzione a Vicenza.