Migliori fondi a distribuzione cedola: ecco cosa c’è da sapere su di essi

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I fondi a cedola sono dei fondi comuni di investimento che vengono gestiti in obbligazioni e titoli di stato. Ma che cosa si sa su questi investimenti? Sono davvero vantaggiosi?

Le loro caratteristiche

Il termine cedola, in economia, è usato come sinonimo di interesse periodo maturato da un’obbligazione e di un dividendo. Tecnicamente i fondi a cedola presentano delle caratteristiche, ovvero una scadenza predefinita, di quattro o cinque anni, ed uno stacco periodico di cedola, che può essere pagato con cadenza semestrale o annuale.

Questi fondi si distinguono per:

  • obbligazionari, ossia che sono composti principalmente da obbligazioni, e che offre rendimenti bassi;
  • azionari, che presentano rischi maggiori;
  • flessibili, grazie ai quali gli investitori possono raggiungere anche un guadagno considerevole, essendo flessibili;
  • bilanciati, la cui composizione è per metà tra fondi obbligazionari e metà tra fondi azionari.

Un promotore finanziario, quando si opta per il fondo cedola, la tratta come un’obbligazione e, di conseguenza, gli investitori devono pagare una cedola durante l’investimento, in modo da ottenere una rendita contenuta.

Conviene davvero investire in essi?

Come ogni investimento, bisogna valutare le proprie disponibilità per sapere se è adatto alle proprie esigenze oppure no, ma in molti ritengono che non sia conveniente optare per i fondi a cedola. Essi, infatti, sono strumenti finanziari onerosi, la cui uscita può arrivare fino al 3 %, nonché rischiosi, per via delle loro lunghe scadenze.

Inoltre, sono inefficienti sotto il profilo fiscale, in quanto fanno pagare un’imposta dove non c’è un utile. Inizialmente, il tasso annuale non comporta una grande spesa, sotto il profilo fiscale, ma può diventarlo con il tempo, e a guadagnarci più dell’investitore con le banche e il fisco.