Passaggio di proprietà fai da te: è davvero possibile farlo? E in quale modo?

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L’acquisto di un veicolo usato, che sia un auto o una moto, richiede un’operazione che si chiama passaggio di proprietà, e si può fare sia tramite una concessione che tra privati. In entrambi i casi, al termine della trattativa, si deve comunque firmare un contratto che andrà sottoscritto entro due mesi, in modo da modificare il libretto di circolazione.

I documenti necessari

Che la compravendita sia tra privati o presso una concessionaria, occorre munirsi sempre di alcuni documenti, ovvero:

  • il certificato di proprietà;

  • l’atto di vendita;

  • una nota di presentazione al PRA (Pubblico Registro Automobilistico), in cui si indica il codice fiscale;

  • la carta di circolazione, sia in originale che in copia;

  • il modulo TT2119, reperibile sia presso la Motorizzazione Civile che gli uffici del PRA, con il quale si presenta la richiesta d’aggiornamento della carta di circolazione;

  • la dichiarazione sostitutiva di certificazione di residenza dell’acquirente, nel caso che non sia riportata nel documento presentato;

  • la fotocopia di un documento di identità dell’acquirente.

L’atto di vendita appena citato può essere di tre tipologie. Una è la dichiarazione di vendita presente sul retro del certificato di proprietà, firmato dal venditore e con applicata un bollo di imposta di 14,92 euro. Un altro tipo di atto di vendita è quello stipulato e sottoscritto dal venditore e dell’acquirente, con le firme autenticate, o un atto pubblico, sempre corredato da marca da bollo.

I costi e dove recarsi

Per un passaggio di proprietà ci si può recare presso il PRA o la Motorizzazione Civile. Presso quest’ultima è necessario produrre dei pagamenti effettuati con dei bollettini postali, ai conti correnti predisposti, mentre al PRA si possono pagare i costi dovuti allo sportello.

Questi costi comprendono, oltre alla marca da bollo, comprende anche altre imposte di bollo per registrarsi al PRA, che possono essere di 29,24 o 43,86 euro, a prescindere se si è muniti o no del certificato di proprietà. Ci sono anche gli emolumenti ACI, di 27 euro, i diritti della Motorizzazione Civile di 9 euro e l’imposta di trascrizione provinciale, che varia a seconda della potenza del mezzo e della provincia in cui viene registrato.

Nel caso che il passaggio di proprietà avvenga dopo sessanta giorni dall’autenticazione della firma del venditore, l’imposta di trascrizione può aumentare fino al 30 %, oltre che degli interessi a titolo di sanzione. Se l’acquirente non ha registrato il passaggio di proprietà, il proprietario, per non rispondere delle conseguenze civili, tributarie ed amministrative, può fare ricorso al giudice di pace dichiarando la perdita del possesso.