Quotazioni petrolifere: qual’ è il loro ammontare?

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Come qualsiasi altra risorsa quotata in borsa, il prezzo del petrolio è influenzato da vari fattori. Ma quali sono questi fattori? Dove si possono controllare le quotazioni ed il loro ammontare?

Il petrolio e i suoi costi

L’uso del petrolio non è, a differenza di quanto credere in molti, cominciato con l’arrivo delle automobili sul mercato. Infatti, anche gli antichi greci lo usavano, soprattutto per alimentare le lampade, mentre l’industria petrolifera vera e propria nacque nel 1850.

Sostanzialmente, si possono distinguere due tipi di petrolio: uno è il Brent, che viene estratto nel mare del Nord ed è la tipologia di petrolio più scambiata al mondo, mentre il Wti proviene dai giacimenti degli Stati Uniti, ed anch’esso viene usato per realizzare benzina e gasolio, ma è più pregiato.

Per determinare il suo prezzo, e di conseguenza anche le sue quotazioni, vengono considerati diversi fattori, come la qualità e la quantità prodotta, ed eventi geopolitici.

Ad unificare e coordinare le politiche di vendita del petrolio è l’OPEC, ovvero l’organizzazione dei quattordici stati che sono tra i maggiori esportatori di petrolio. Fondata nel 1960, i suoi stati membri controllano il 79 % delle riserve di greggio, e tra questi si possono citare gli Emirati Arabi, l’Iran, l’Iraq e il Venezuela.

In Italia i pozzi di petrolio ci sono (i più importanti sono situati in Sicilia), ma se ne ricavano, in tutto, circa 1400 barili all’anno, e nella lista dei maggiori paesi con riserve di petrolio essa si trova al quarantaseiesimo posto.

Dove trovare gli indici delle quote del petrolio

Oltre al carburante, dal petrolio si possono ottenere diverse materie fonti di energia, nonché la plastica. Chi vuole controllare l’andamento dei prezzi, o investire nelle quotazioni del petrolio, può consultare sia il sito ufficiale della Borsa Italiana che altre pagine web che trattano di economia.

Come è già stato accennato prima, i prezzi dipendono anche dalla situazione geopolitica del paese che li produce ed è bene tenere presente che tra i maggiori produttori (secondo dei dati del 2016) ci sono la Russia, l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait, l’Iraq, la Cina, il Canada, gli Stati Uniti ed il Venezuela. Tra i principali consumatori, invece, si possono includere sempre gli Stati Uniti, il Canada, la Cina, gli Emirati Arabi Uniti, la Russia, nonché il Giappone, l’India, il Brasile, la Corea del Sud e la Germania. Tra questi, le grandi economie che necessitano del greggio sono l’Unione Europea, gli Stati Uniti e la Cina, mentre tra i paesi il cui bilancio dipende dall’esportazione dell’oro nero, sono inclusi Venezuela, Algeria, Nigeria, Iran e Russia.

L’Italia, secondo i dati riportati nel primo quadrimestre del 2020, ha esportato circa 17,196 milioni di tonnellate di petrolio greggio, ovvero il 12,6 % rispetto al primo quadrimestre dell’anno precedente.