Rendistato: che cos’è? Come viene calcolato? E perché?

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Chi mastica un po’ di economia o, comunque, si è lanciato nel mondo del risparmio, conoscerà benissimo i cosiddetti BTP, i Buoni del Tesoro Poliennali. È su questi titoli che molti piccoli risparmiatori puntano nella speranza di ricavarne negli interessi a scadenza. In questo settore, però, c’è un altro indicatore che bisogna conoscere bene, il rendistato. Ne avete mai sentito parlare? Cerchiamo di comprendere brevemente di cosa si tratta, come si effettuano i relativi calcoli e, soprattutto, a cosa serve di preciso.

Rendistato, di cosa si tratta?

Potremmo arrivarci anche leggendo attentamente la parola “Rendistato” che, un po’ come rendiconto, si riferisce ad un particolare indicatore utilizzato, stavolta, non per i conti bensì per i titoli di stato. Per comprendere bene di cosa stiamo parlando, partiamo dai già citati BTP. Prendiamo, all’interno di un paniere, tutti quelli quotati sul MOT (ovvero il Mercato Obbligazionario Telematico) considerando, però, solo quelli con scadenze a partire dai 3 anni in su. Nessun BTP della durata inferiore ad un anno viene inserito nel calcolo.

Ebbene, il cosiddetto rendistato è rappresentato dai rendimenti medi di questo insieme di BTP ed è noto anche come “Rendimento dei titoli pubblici” (e qui ci ricolleghiamo alla radice del nome di cui abbiamo parlato all’inizio dell’articolo). Si tratta di un “rendimento medio ponderato” per il quale viene considerato il paniere nella sua totalità ma che considera anche i titoli in base alla loro diversa fascia di scadenza. Si possono, ad esempio, raggruppare quelli a 3 anni, quelli a 5, a 10 e così via per ricavarne, così, l’indicatore.

I dati che riguardano il rendistato vengono calcolati settimanalmente e resi noti ogni lunedì (tranne rare eccezioni in cui slittano a martedì). È il circuito Reuters ad occuparsi della loro diffusione. Per quanto riguarda, invece, l’indicatore su base mensile, la comunicazione viene data ogni primo giorno lavorativo del mese successivo a quello analizzato. Ad esempio, se l’analisi si riferisce ad aprile 2021, i dati sono trasmessi lunedì 3 maggio 2021 (primo giorno lavorativo del mese).

Come si calcola e perché è utile

Il calcolo del rendistato parte dai prezzi del MOT che la Banca d’Italia riceve ogni giorno e che riguardano i rendimenti effettivi a scadenza di ogni singolo BTP che compone il predetto paniere. Si tratta di una vera e propria media matematica che prende in considerazione il rendimento a scadenza di ogni titolo incluso. Che dire invece per il rendistato mensile? Per il suo calcolo ci si basa effettivamente sui risultati di ogni singolo giorno di quel determinato mese. Di questi si effettua, poi, una media matematica ponderata.

Ma perché è utile il rendistato e a cosa serve? A beneficiarne sono gli operatori finanziari ed ogni singolo risparmiatore che ha scelto i BTP per ricavare qualche interesse dai propri risparmi. Sui mercato i rendistato fungono da indicatore fondamentale per il prestito. Infatti per legge utilizziamo i rendistao per stabilire i tassi di riferimento per ogni operazione che riguardi la concessione di crediti agevolati e per i tassi di interesse sui mutui con tasso variabile. È chiaro, quindi, che sia un indicatore di fondamentale importanza in ambito economico-finanziario.