Richiesta cig: che cos’è? A chi si richiede e perché?

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Le difficoltà che contraddistinguono l’epoca attuale sono davvero tante. Per un motivo o per un altro ci trova, infatti, a dover fare i conti con delle vere e proprie emergenze che accentuano una precarietà divenuta, soprattutto in Italia, altamente insostenibile. Dinanzi a ad una situazione del genere, certi strumenti come la richiesta cig risultano assolutamente indispensabili per dare una boccata di ossigeno a quei lavoratori che viaggiano sul filo del rasoio. In virtù di ciò, occorre fare il punto della situazione per comprendere meglio la faccenda curandone ogni singolo particolare – anche alla luce della perdurante epidemia scaturita dal COVID-19.

Richiesta cig: cos’è e perché si fa

La Cassa Integrazione Guadagni è una forma di sostegno economico per quei lavoratori che vivono delle dinamiche disagevoli dettate dalla sospensione del rapporto lavorativo o da una riduzione del medesimo. Grazie ad alcune integrazioni normative – che hanno trovato il loro culmine nel decreto legislativo del 2015 numero 148 – la gamma di beneficiari in tal senso è stata largamente ampliata. In più, sono stati implementati i periodi temporali di godimento portandolo ad un massimo di 24 mesi per ogni unità produttiva. Nel caso, invece, di un’impresa artigiana o edile, il range in questione si spinge fino alle 30 mensilità.

Ad ogni modo, la richiesta cig spetta agli impiegati, agli operai, agli apprendisti e ai quadri. Stesso dicasi per quei lavoratori che sono titolari di un contratto di solidarietà o di inserimento. In più, le disposizioni del decreto legislativo precedentemente citato prevedono dei parametri da tenere in considerazione. Ebbene, se la sospensione o la riduzione del lavoro è superiore al 50%, i diretti interessati dovranno essere convocati dal Centro per l’impiego della loro zona di residenza. Una volta giunti sul posto, si procederà con la stipula del Patto di Servizio Personalizzato. In mancanza di ciò, il beneficiario andrà incontro a delle sanzioni che potrebbero condurre fino al decadimento del beneficio economico.

Come si richiede la cassa integrazione?

La richiesta cig può essere formulata a fronte di un’anzianità lavorativa effettiva pari a 90 giorni. Per quanto riguarda la procedura del trattamento, bisogna riferirsi all’INPS con l’impresa di turno che viene chiamata ad indicare tutti i riferimenti del caso. La cassa integrazione straordinaria sorge nel momento in cui si bisogna integrare il salario di quei lavoratori legati ad aziende che affrontano notevoli situazioni di crisi. Qualora, poi, ci si trovi dinanzi ad una vera e propria riorganizzazione complessa dell’apparato produttivo di turno, si può usufruire di un ulteriore sostegno della durata di 12 mesi. Questa misura va delineata presso le sedi competenti, ovvero il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Va detto che a causa delle profonde difficoltà che sono emerse soprattutto per via del coronavirus, l’ente previdenziale in questione ha ottenuto delle nuove agevolazioni. Basti pensare alla proroga della Cassa Integrazione guadagni in deroga e dell’Assegno ordinario, una misura delineata dal Decreto Sostegni nel corso del 2021. In aggiunta a ciò, il Decreto sostegni bis ha esonerato dal pagamento del contributo addizionale (sino alla scadenza del 31 dicembre 2021) tutti quei lavoratori che avevano presentato una richiesta cig a partire dal 1° luglio del 2021.