Spesometro e redditometro: che cosa sono? Quando si usano?

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Quella contro l’evasione fiscale è una lotta che impegna da sempre lo Stato italiano, che per portare a casa dei risultati positivi ha introdotto una serie di strumenti, misure ed obblighi per i contribuenti. Tra questi è possibile menzionare l’invio dei dati bancari, lo spesometro ed il redditometro. Analizzando e comparando queste informazioni, è possibile presumere se le tasse vengono pagate regolarmente. Ma cosa sono in concreto spesometro e redditometro?

A cosa servono spesometro e redditometro

Al giorno d’oggi i contribuenti sono costantemente sotto la lente d’ingrandimento del Fisco: per evitare problemi bisogna comportarsi in modo corretto e cercare di tenere in ordine la propria contabilità. L’obiettivo dello spesometro è quello di contrastare l’evasione collegata all’imposta sul valore aggiunto. Dal 2017 ha cambiato ufficialmente il suo nome in Comunicazione IVA. Fondamentalmente si tratta di un registro delle fatture e delle vendite a clienti nazionali e stranieri e serve per tracciare tutte le operazioni messe in atto dai titolari di partita IVA: in questo modo il Fisco può identificare le eventuali falsificazioni ed i possibili casi di illecito. I soggetti obbligati all’invio della comunicazione IVA devono rispettare la scadenza annuale stabilita al 20 aprile.

L’obiettivo de redditometro, invece, è quello di consentire al Fisco di valutare il reddito del contribuente basandosi sulla sua capacità di spesa. In pratica vengono analizzati i beni che si possiedono per stimare quelle che sono le risorse economiche di cui dispone il cittadino. Ovviamente questa “conversione” viene eseguita attraverso parametri, percentuali e formule che ogni anno il Ministero dell’Economia stabilisce con un suo decreto. Se il Fisco nota delle differenze o delle incongruenze gravi tra le risorse calcolate in questo modo ed il reddito dichiarato, scattano controlli ed accertamenti ed il contribuente dovrà difendersi per dimostrare che non sta commettendo alcuna evasione.

La trasmissione dei dati bancari per contrastare l’evasione fiscale

Come accennato all’inizio, anche la trasmissione dei dati bancari è entrato, insieme a spesometro e redditometro, a far parte degli strumenti per contrastare l’evasione. Banche, Poste e società di intermediazione finanziaria sono tenute ad inviare al fisco le informazioni richieste dall’Agenzia delle Entrate. Il tutto va a finire in una sorta di enorme anagrafe dei conti in cui vengono riepilogate entrate ed uscite per tenere sotto controllo i movimenti sospetti. Sono state mosse diverse critiche all’introduzione di questo sistema, soprattutto per quanto riguarda la privacy: per questo sono stati presi dei provvedimenti mirati a difendere meglio i dati individuali.