Certificazione attribuzione partita IVA: cos’è? A cosa serve? Come richiederla?

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La certificazione di attribuzione di partita IVA è un documento rilasciato dall’Agenzia delle Entrate che attesta che ad un soggetto è stata attribuita una partita IVA. Ma a chi serve? Come si richiede?

A chi si rilasciano e come

Queste certificazioni, e la partita IVA, si rilasciano a soggetti iscritti al Registro delle imprese o al REA (Registro delle notizie economiche e amministrative), ma anche i soggetti che non sono tenuti nei suddetti registri, i non residenti in Italia che comunque vogliono identificarsi direttamente in essi ai fini dell’IVA ed il rappresentante del gruppo IVA.

A seconda di chi lo richiede, sono diverse le modalità da seguire per chi richiede la partita IVA ed il suo certificato. Chi è incluso nei registri indicati in precedenza deve fare domanda tramite la dichiarazione di inizio attività, ovvero il Modello AA9/12, seguendo le indicazioni del registro delle imprese. I soggetti non registrati, invece, devono seguire le istruzioni indicate sia nel modello appena citato che nel Modello AA7/10, mentre il Modello ANR/3 è indicato per i non residenti che vogliono aprire la partita IVA in Italia. Il rappresentante del gruppo IVA, invece, deve ricorrere al Modello AGI/1.

Come far cessare la partita IVA

Questo certificato viene rilasciato anche in caso di cessione della partita IVA, e per far chiudere quest’ultima è necessario compilare sempre i modelli AA9/12 e AA7/10, inviando tali moduli sempre all’Agenzia delle Entrate entro un mese dalla data di cessazione dell’attività. La partita IVA può, inoltre, essere chiusa anche d’ufficio se risulta inattiva da tre anni, ma in questo caso i titolari potrebbero pagare delle sanzioni.

I moduli citati si possono trovare e scaricare facilmente sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, dove vengono anche indicati i modi in cui aprire e chiudere le partite IVA a seconda di chi le richiede. Ovviamente, ci sono anche dei costi, che includono una marca da bollo da 17,50 euro, da presentare anch’essa entro la scadenza dei trenta giorni dalla cessazione dell’attività.