Codici statistici contributivi: quali sono? A che cosa servono?

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I codici statistici contributivi (CSC) rientrano nella procedura d’inquadramento con cui L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale classifica i datori di lavoro, sulla base dell’attività che svolgono per scopi previdenziali o di assistenza.

Significato e funzione dell’inquadramento Inps

L’Inps si basa su questo sistema d’inquadramento in base all’articolo 49 della legge n. 88, varata nel 1989, anche per valutare il sistema assicurativo dei dipendenti delle aziende e le aliquote contributive a carico del datore di lavoro.

In questo modo, chi ha la responsabilità di offrire lavoro ha anche una precisa posizione a livello contributivo, che viene facilmente individuata attraverso una serie di codici. Questo sistema contraddistingue il settore di competenza professionale del datore di lavoro. Inoltre, mette a fuoco anche le sue caratteristiche per calcolare in modo corretto le aliquote che lo riguardano.

I Codici statistici contributivi nell’ambito dell’inquadramento

I CSC non sono l’unico fattore con cui l’Inps inquadra i datori di lavoro, perché l’istituto previdenziale parte sempre dal numero di matricola, cioè una sequenza di dieci cifre che è uguale per tutto il territorio italiano.

A questo punto entrano in gioco anche i CSC, costituiti da 5 caratteri numerici. Il primo numero serve per individuare il settore: 1 indica l’industria, 4 si riferisce all’artigianato e 7 al settore commerciale.

Secondo e terzo numero hanno una funzione diversa perché indicano la classe. Si tratta di un’ulteriore suddivisione del settore che raggruppa le attività dello stesso tipo. Di conseguenza, al numero 7 si può aggiungere ad esempio 01, per indicare il commercio all’ingrosso di una specifica azienda, e avere un quadro già più approfondito del datore di lavoro.

Quarto e quinto carattere numerico servono invece per individuare la categoria e quindi la singola attività che l’azienda svolge nel proprio ambito professionale e classe di appartenenza. Può trattarsi, ad esempio, di un settore merceologico specifico nel commercio all’ingrosso.

In questo modo, i codici statistici contributivi danno la fotografia immediata e completa agli gli operatori previdenziali. I CSC sono comunque visibili sul sito Inps nella sezione che si chiama “dati sintetici” ed è all’interno del cassetto previdenziale delle aziende e quindi dei datori di lavoro. Gli utenti possono consultarlo in ogni momento e contattare l’istituto in caso di dubbi o richiesta di chiarimenti in materia.

Il codice che completa l’inquadramento Inps

Oltre a numero di matricola e CSC, la previdenza usa anche il Codice di Autorizzazione (CA), che è costituito da un numero e da una lettera, per ricercare e individuare determinate caratteristiche a livello contributivo che si differenziano da quelli risultanti attraverso i CSC.

In pratica, il CA interviene quando i codici statistici contributivi non bastano a fornire tutte le attribuzioni, necessarie agli operatori Inps, per inquadrare in modo completo il datore di lavoro.

I CSC sono inoltre collegati al codice Ateco 2007, per specificare ancora più in dettaglio la posizione contributiva dell’azienda. L’Istat mette a disposizione strumenti che riguardano il codice Ateco di ogni attività economica, comprese quelle emergenti. Di conseguenza, anche l’Inps deve adeguare il manuale che classifica i datori di lavoro, introducendo anche i codici statistici contributivi per le nuove categorie professionali.