Dichiarazioni Iva: a cosa servono? Come si effettuano?

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Chi ha una partita IVA, ogni anno è tenuto a presentarne delle dichiarazioni all’Agenzia delle Entrate, fatta eccezione di alcuni casi. Per sapere come funzionano e a chi rivolgersi per effettuarle, si può continuare a leggere questa pagina.

Cos’è e chi deve presentarla

La dichiarazione IVA è un modello dichiarativo che dei soggetti passivi dell’imposta sul valore aggiunto comunicano all’Agenzia delle Entrate, nell’arco dell’anno. Essa serve anche per facilitare alcune operazioni, come la richiesta per beneficiare di regimi semplificati.

Devono presentare queste dichiarazioni tutti i titolari di una partita IVA, a prescindere dal tipo di impresa o attività. Sono esenti da tale operazione chi, nel corso dell’anno, ha registrato solo delle operazione che richiedono l’esenzione o i contribuenti forfetari o minimi.

Queste dichiarazioni vanno presentate entro il primo febbraio e il 30 aprile, e fanno riferimenti all’anno precedente, ed è possibile trasmetterle in via telematica o tramite un intermediario, all’Agenzia delle Entrate. Queste dichiarazioni devono essere consegnate entro un lasso di novanta giorni da queste due date, perché siano valide, altrimenti si potrà incorrere in sanzioni che possono aggirarsi tra i 250 e i 2000 euro, che andranno poi versati con il ravvedimento operoso. Se non viene dichiarata, la sanzione per il mancato versamento sarà di circa il 30 % dell’imposta non ancora versata.

A chi rivolgersi

Per trasmettere questa dichiarazione all’Agenzia delle Entrate, è possibile rivolgere a degli intermediari abilitati, che a loro volta lo trasmetteranno a chi di dovere, e tra questi si possono includere:

  • ragionieri, periti commerciali, avvocati, notai, consulenti del lavoro, dottori agronomi, dottori forestali, agrotecnici e periti agrari iscritti all’albo;
  • i periti e gli esperti della camera di commercio, che abbiano un diploma o una laurea in economia, giurisprudenza o ragioneria, iscritti al ruolo dal 1993;
  • chi è iscritto al registro dei revisori contabili;
  • le associazioni sindacali, di categoria tra gli imprenditori;
  • i CAF, che siano dipendenti o delle imprese;
  • chi esercita attività di consulenza fiscale;
  • enti e società controllate.

Chi trasmette queste dichiarazioni all’Agenzia delle Entrare, è tenuto a rilasciare al dichiarante l’impegno a presentare per via telematica i dati all’Agenzia delle Entrate, entro un mese e una prova che la presentazione del documento è avvenuta. Egli dovrà anche conservare una copia della dichiarazione trasmessa, per eventuali esibizioni all’Amministrazione Finanziaria.