Derivati bancari: che genere di strumenti sono? In quali tipologie distinguerle?

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Quando si parla di derivati finanziari, si fa riferimento a strumenti finanziari il cui valore ha origine, o meglio deriva, dal valore di un’attività, che questa sia reale, finanziaria o sottostante. Ma quanti tipi di derivati esistono? Che caratteristiche hanno quelli bancari?

Le principali categorie di derivati

I derivati si possono distinguere in varie tipologie, e hanno lo scopo di ridurre rischi finanziari, di fare profitti o di conseguire un profitto privo di rischio tra transazioni combinate tra il sottostante e il derivato. Complicato è determinare la stima, di tale derivati.

E’ possibile distinguere i derivati tra asimmetrici o simmetrici. Nel primo caso, i derivati si ottengono quando un compratore paga un prezzo, ovvero un premio, ed ottiene il diritto di decidere se effettuare o no la compravendita di un bene sottostante, mentre nel secondo caso i contraenti si impegnano, entro una determinata data, ad effettuare una prestazione in cui solo il venditore è obbligato a soddisfare le esigenze di chi compra.

Dei prodotti derivati, si possono distinguere tre categorie principali, ovvero:

  • i contratti a termine, in cui vi è una compravendita entro una certa scadenza, e di questo genere di contratti se ne possono distinguere due tipi,ovvero i forward, che si trovano al di fuori dei mercati regolamentati, e i futures, che invece si trovano sui mercati regolamentati e, di conseguenza standardizzati a seconda delle scadenza, delle regole di negoziazione, dell’oggetto e delle dimensione di quest’ultimo;
  • gli swap, in cui le due parti si scambiando regolarmente i pagamenti a determinate scadenze, e possono essere anche in valute differenti, e anche di questi ne esistono diverse tipologie;
  • le opzioni, che offrono il diritto, ma non l’obbligo, di vendere o comprare un bene in una certa quantità, ad un prezzo già fissato, entro una data fissa, ed in questo caso si può definire un’opzione americana, mentre quella europea non ha una data fissa, ma scade al raggiungimento della cifra fissata.

I derivati bancari e tossici

Si possono definire derivati bancari degli strumenti finanziari come azioni, indici finanziari, tassi d’interesse, valute e altri beni materiali, che siano materie prime oppure proprietà immobiliari, e sono diffusi già dagli anni Novanta. Tali derivati possono aumentare il profitto di chi investe, ma è anche possibile che si possa perdere la somma investita, per la complessità della valutazione.

Per coprire dei rischi finanziari, sono poi nati i derivati tossici, la cui natura speculativa gli ha conferito tale definizione, essendo complessi e presentando dei tassi di rischio elevati. In questo caso, è possibile fare riferimento ai contratti swap già citati. Per premunirsi contro tali derivati è possibile richiedere uno studio di fattibilità da parte di analisti che lavorano per società che hanno il fine di recuperare interessi.