Primo insediamento in agricoltura: che cosa si intende? Che cosa c’è da sapere?

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Per le nuove aziende c’è sempre un iter burocratico da seguire per avviare l’attività imprenditoriale e quella agricola non fa di certo eccezione. Come per le altre aziende, lo Stato fornisce anche di aiuti finanziari ed in questo caso si può parlare di primo insediamento agricolo. Ma chi può beneficiare di questi aiuti? Come richiederli?

Gli obbiettivi del primo insediamento agricolo e chi può beneficiarne

Le finalità dell’elargire questi contributi è di aiutare i giovani agricoltori con la loro attività. L’Unione Europea, per i nuovi imprenditori agricoli, concedendo un premio che può arrivare fino a 70,000 euro.

Questi fondi, tuttavia, sono rivolti a imprenditori agricoli che corrispondono a determinati requisiti, ovvero:

  • avere un’età al di sopra dei diciotto anni;

  • essere in possesso delle competenze necessarie per iniziare l’attività agricola, riconosciute con un diploma di laurea in scienze agrarie o forestali o comunque inerente ad essa, o con un attestato di frequenza a dei corsi nella stessa materia, riconosciuti dalla Regione;

  • insediare per la prima volta un’azienda agricola, di cui deve essere il titolare;

  • stabilire la propria azienda in una Regione dove può rendere;

  • essere in possesso di determinati requisiti amministrativi, ovvero aver aperto una partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, essere iscritto al Registro delle Imprese e presso l’INPS.

Lo status di imprenditore agricolo, secondo l’articolo 2135 del Codice Civile, si ottiene con un’attività che operi nei settori di coltivazione di fondo, di selvicoltura, di allevamento degli animali e di altre attività connesse, e chi rientra in queste categorie può richiedere i contributi per il primo insediamento agricolo.

Come richiederlo

Per ottenere questi fondi, l’imprenditore agricolo che ha tutti i requisiti descritti in precedenza, deve seguire le indicazioni dei bandi pubblicati, che possono variare da Regione e Regione, o di anno in anno.

Ad esempio, nel 2021, al bando PSR (Programma di Sviluppo Rurale), la cui iscrizione è scaduta a marzo del medesimo anno, offriva incentivi rivolti alla costituzione di nuove aziende agricole da parte di giovani agricoltori. A parteciparvi potevano essere i titolari di una impresa agricola individuale o un legale rappresentante di una società agricola di persone, di capitali o cooperativa, e si potevano ricevere 50,000 euro di incentivi se l’azienda era in zone svantaggiate di montagna, o 40,000 in altre zone. La domanda si doveva presentare in via telematica tramite il Sistema Informatico delle Conoscenze della Regione Lombardia.

Nel 2016, un tale bando erano rivolti a giovani agricoltori di un’età compresa tra i 19 e i 39 anni, il cui contributo poteva raggiungere un limite massimo di 70,000 euro, e l’intensità di tale aiuto si calcolava in base al tasso di riferimento fissato periodicamente dalla Commissione Europea.