Giochi online: in aumento il contrasto ai siti illegali

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Il mercato del gioco online fa gola a molti, trattandosi di un giro d’affari annuale a 9 zeri, per questo motivo le infiltrazioni di operatori illegali e senza autorizzazione sono in aumento negli ultimi anni. Allo stesso tempo è in crescita il contrasto delle aziende non a norma, con il maggiore impegno delle autorità italiane ed europee.

Nel primo semestre 2020 sono stati ben 93 mila i siti web illegali oscurati, con l’azione congiunta delle istituzioni presenti nei 17 paesi europei coinvolti nella lotta all’illegalità nel gambling online, un settore che diventa sempre più appetibile per l’incremento degli utenti e della spesa complessiva. Durante il lockdown sono aumentati i nuovi clienti, con l’11% delle registrazioni provenienti da persone che non avevano mai giocato prima d’ora.

Lo scettro per numero di portali bloccati spetta alla Turchia, con ben 16 mila siti fermati nei primi 6 mesi dell’anno, seguita da Cipro con 13 mila piattaforme, mentre in netta controtendenza è la Polonia dove si registra un calo dei casi del 10%. Intanto in Svizzera sono stati aggiunti 43 siti web alla lista nera di ESBK, la Commissione svizzera per le scommesse e le lotterie, portali che operavano senza licenza in modo completamente illegale.

Il Decreto Agosto e il potenziamento dei poteri di ADM

Il lavoro delle autorità di vigilanza sul gioco online è senza dubbio estremamente importante, per tutelare gli utenti e garantire il rispetto delle normative di legge. In Italia è possibile giocare in modo sicuro rivolgendosi ai casinò online con licenza AAMS, come segnalato dal portale casinosicurionline.net, piattaforme gestite da società in possesso delle autorizzazioni rilasciate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).

Con il Decreto Agosto il governo fa un ulteriore passo in avanti nella tutela dei giocatori italiani, infatti con l’articolo n. 102 del decreto legge sono stati rafforzati i poteri di ADM. L’Agenzia potrà muoversi in modo più efficace per richiedere l’oscuramento dei siti di gioco illegali, con il rischio per le aziende di ottenere una sanzione molto salata, con una multa da 30 mila euro fino a un massimo di 180 mila euro.

Si tratta di un approccio simile a quello preso con i nuovi poteri della CONSOB, la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, che da circa un anno a questa parte può decretare l’oscuramento dei siti web di trading online illegali o non a norma. Questa modalità operativa si sta dimostrando piuttosto efficiente nel contrasto alla criminalità e all’illegalità, garantendo una maggiore protezione per i consumatori e una tutela per gli operatori onesti che rispettano le regole.

Gambling online illegale: un mercato che fa gola a molti

Il Decreto Agosto introduce importanti novità nella lotta alle società non autorizzate, un fenomeno in aumento negli ultimi anni in concomitanza della crescita dei servizi digitali di gambling online. Secondo quanto indicato dalle indagini della Guardia di Finanza, infatti, soltanto nel 2018 sono stati effettuati più di 7.900 interventi da parte degli agenti, scoprendo 1.342 irregolarità che hanno portato alla denuncia di 1.037 persone.

Secondo la GdF si tratta di un mercato che vale 4,5 miliardi di euro l’anno, ovvero l’importo che sarebbe stato sottratto ai concessionari autorizzati in modo fraudolento, utilizzando sistemi illegali ed evitando ovviamente anche il pagamento delle imposte fiscali. Nel complesso le denunce sono state 136 ai danni di aziende che offrivano servizi di gioco, mentre 68 nel settore delle scommesse, con numerose infiltrazioni mafiose soprattutto nel Sud Italia.

Soltanto per le indagini concluse, quindi secondo i dati ufficiali e le irregolarità contestate, sono stati trovati 800 milioni di euro sottratti alla tassazione per un danno erariale di più di 44 milioni di euro. Le società utilizzano questi soldi illeciti per investimenti all’estero, realizzando operazioni finanziarie e immobiliari in paesi come il Regno Unito, la Svizzera, la Romania, Malta e la Germania, oltre a inviare il denaro in conti nei paradisi fiscali.