Pensione: cos’è, come ottenerla e come tutelarsi con quella complementare

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Stai cercando informazioni sulla pensione? Questo articolo ti mostrerà gli aspetti più importanti che riguardano questo argomento! Continua a leggere per scoprire che cos’è la pensione, come funziona, come si può ottenere e tanto altro ancora.

Pensione: che cos’è?

La pensione è un salario differito nel tempo che una persona percepisce. Si tratta di un’obbligazione che permette a un individuo di ottenere una rendita a vita oppure per un determinato lasso di tempo che sia sancito mediante rapporti giuridici di varie entità. In Italia il sistema delle pensioni pubbliche è gestito da vari enti, tra i più famosi troviamo l’INSP, Inarcassa v.enti previdenziali e l’INPGI. Le pensioni vengono create e finanziate tramite le tasse che tutti i cittadini pagano. Ovviamente, esistono vari tipi di pensione che vengono erogate dagli enti appositi in base al motivo per cui si percepisce tale rendita, tra i principali tipi si trovano:

  • la pensione anticipata,che spetta a lavoratori dipendenti e autonomi che sono iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alla gestione separata.
  • la pensione di anzianità , che viene fornita a coloro che hanno i requisiti di età, di contributi e di importo.
  • la pensione di inabilità, indicata a quelle che persone che su base certificata non possiedono più le capacità di svolgere alcuna attività.

Tuttavia, con il termine pensione ci si riferisce generalmente alla rendita post-lavorativa che i lavoratori percepiscono per anzianità.

Come si ottiene la pensione?

Per ottenere la pensione in futuro, bisogna partire dal fatto che ogni volta che ci si inizia un’attività lavorativa bisogna iscriversi ad un ente pensionistico. Ogni mese bisognerà versare una percentuale detratta dal proprio stipendio, ovvero l’estratto conto retributivo. Quando la persona finirà la sua attività lavorativa, percepirà un assegno ogni mese che non è altro che la pensione.

Facendo riferimento al modello finanziario sottostante, si possono fare delle simulazioni di pensione e avrai la possibilità di calcolare gli importi che avrai versato e il capitale di interesse che avrai maturato. Sul così detto montante ottenuto, dovrai applicare il coefficiente di trasformazione e in questo modo avrai la possibilità di conoscere l’importo lordo annuo che andrai a percepire. Per esempio, prendendo in considerazione  € 100.000 di montante, la pensione sarà di un valore tra i € 4.000/5000 lorda annua, dati questi valori così bassi e limitati le questioni in merito non sono poche.

Riguardo a quando si va in pensione, la situazione varia da generazione a generazione.  Oggi, avendo maggior prevenzione, la vita tende a essere più lunga e pertanto l’età per andare in pensione per forza tenderà ad aumentare. Questo aspetto diviene quindi chiaro e se è positivo sotto un profilo, diventa negativo sotto l’altro. Quindi, per tempi più lunghi e importi inferiori, lo Stato al riguardo consiglia una pensione complementare alla prima. Questa possibilità, è il così detto secondo pilastro, che dovrebbe attenuare la differenza economica dell’ultimo stipendio con la prima rata di pensione, intervenendo su così detto “tasso, di sostituzione”. Come interviene lo Stato? Attraverso una serie di agevolazioni fiscali, non concesse ad altre forme di risparmio, proprio per incentivare ad aderire. Alla Stato interessa che la gente riesca ad avere la propria indipendenza economica, uno per giustizia sociale, l’altro perché diventerebbe un problema sociale soprattutto se dovesse assume dimensioni ampie su una fascia della popolazione. Ecco, le principali forme di pensione complementare:

  • Fondi pensione negoziali
  • Fondi pensione aperti
  • Piani Individuali Pensionistici di tipo assicurativo (PIP)
  • Fondi pensione preesistenti

Il tema pensione è ampio e molto complesso, e sarà uno dei problemi che la vecchia Europa dovrà affrontare. Nel presente chi non rientra nella tipologia di lavoratore dipendente, valuti le proposte che le grosse e importanti compagnie di assicurazioni offrono. Un suggerimento è di aderire di sicuro, in base ai benefici fiscali concessi, alla formula del così detto primo e secondo pilastro, valutando anche  formule di “risparmio forzoso”. Quindi investimenti a lungo termine, che siano premi unici e/o piani di accumulo devono premiare il rendimento alla scadenza che mi sono dato.