Codice tributo 1842: cos’è, cosa significa e quando si utilizza

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Il codice tributo 1842 viene utilizzato da chi ha dato in affitto uno o più appartamenti, usando il regime di cedolare secca. Per saperne di più, basta continuare a leggere questa pagina.

La cedolare secca

Prima di capire come funziona il codice tributo 1842, è bene spiegare che cos’è la cedolare secca, visto che il codice nel modello F24 fa riferimento ad essa.

La cedolare secca è un regime di tassazione del reddito, che sostituisce l’IRPEF e le addizionali regionali e comunali, per chi deve pagare dei canoni di locazione. Scegliendo questo regime, i ricavi che si percepiscono con l’affitto degli immobili, sono soggetti ad un’imposta fissa. Essa, inoltre, non richiedere l’imposta di registro né quella di bollo.

Per calcolare la cedolare, si fa riferimento a delle aliquote. Per i contratti di locazione a canone libero, l’aliquota è del 21%, mentre per i contratti di locazione a canone concordato è del 10%. Quest’ultima, tuttavia, è applicabile solo nei comuni dove si ha un’alta concentrazione abitativa, nei capoluoghi di provincia e nei comuni che, dal 2009, hanno deliberato lo stato di emergenza.

A cosa serve il codice tributo 1842

Il codice tributo 1842, nel caso si usi la cedolare secca, serve a identificare il pagamento dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e il versamento delle imposte sostitutive dell’IRPEF. In questo modo si comunica all’Agenzia delle Entrate che si sta versando questo tributo in sostituzione delle imposte a cui si è accennato in precedenza.

Questo codice, tuttavia, si usa dal secondo anno di affitto dell’immobile in poi e solo se il contribuente ha stipulati specifici contratti di locazione, ovvero il contratto di collocazione concordato 3 + 2 (ovvero della durata minima di tre con la possibilità di aggiungerne altri due), un contratto transitorio per i lavoratori o per gli studenti.

Il versamento dell’imposta, in cui si usa questo codice ha due scadenze, ovvero il 30 giugno di ogni anno, o il 31 luglio, nel caso che non si riesca a versare il saldo entro il 30 giugno, ed in quel caso verrà aumentato dello 0,40%.

Come si inserisce nel Modello F24

Nel Modello F24, questo codice va inserito, come la maggior parte dei codici tributo, nella sezione “Erario”, alla voce “Imposte Dirette – IVA – Ritenute alla Fonte – Altri Tributi e Interessi“. Di quest’area andranno compilato solo le colonne che riportano la dicitura:

  • codice tributo, nella quale andrà inserito il numero 1842;
  • rateazione/regione/prov./mese rif., nel quale si inserirà il numero della rata che si sta versando, se si ha optato per la rateizzazione dell’imposta sostitutiva;
  • anno di riferimento, dove si inserisce l’anno in cui paga l’imposta;
  • importi a debito versati, in cui si inserisce la somma versata;
  • importi a credito compensati, dove si compensa il pagamento della cedolare secca.

Alla fine, si potrà calcolare il saldo A e B dell’imposta. Se non si è del tutto sicuri sulla compilazione del modello F24, si può sempre richiedere l’aiuto di un commercialista o dell’Agenzia delle Entrate.