Carte di credito revolving: sono effettivamente convenienti?

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Le carte elettroniche di pagamento sono diventate, ormai, un elemento imprescindibile per qualsiasi cittadino: senza di esse, infatti, difficilmente si può essere certi che qualsiasi tipologia di pagamento possa andare a buon fine. Il costante progresso tecnologico intercorso negli ultimi vent’anni, non ha fatto altro che incrementare significativamente il loro utilizzo.

Ed ha ampliato, corposamente, le opzioni a disposizione dei consumatori. Se un tempo l’unico strumento elettronico di pagamento era il bancomat, che prevede l’addebito in conto con valuta coincidente al giorno in cui viene effettuata l’operazione, oggi la scelta è diventata decisamente maggiore. E le carte di credito, in tal senso, rappresentano la punta dell’iceberg di questo fenomeno.

Carta di credito: da status symbol a strumento di larga fruizione

Se negli anni ‘80 erano considerate una sorta di status symbol, di cui disponevano solo le persone benestanti a dei costi piuttosto elevati, da vent’anni a questa parte sono diventate accessibili alla maggior parte delle persone: è sufficiente l’accredito dello stipendio, di norma, per poterne possedere una. D’altro canto, i tratti distintivi della carta di credito sono apprezzati da chiunque: sicurezza, elevato grado di accettazione e possibilità di posticipare il pagamento.

A differenza del bancomat, la carta di credito non prevede l’addebito immediato di una spesa, ma il raggruppamento di tutti gli addebiti avvenuti in un determinato periodo (solitamente di un mese) ad una data futura (solitamente il 10/15 del mese successivo). Ad esempio, tutte le spese effettuate dal 1 al 30 aprile, verranno addebitate complessivamente il giorno 15 del mese di maggio.

L’offerta nel mondo delle carte di credito si è ulteriormente ampliato all’alba del nuovo millennio, grazie alle cosiddette “carte revolving”. Grazie ad esse è possibile evitare l’addebito massivo delle spese, rateizzando l’importo in un determinato lasso di tempo gradito al titolare della carta. Un’autentica rivoluzione, che ha reso ancora più snello e leggero l’utilizzo della carta di credito.

Una soluzione, la carta di credito revolving, che spesso rappresenta un ottimo supporto per mantenere una buona dose di liquidità sul conto corrente, evitando che l’addebito complessivo di un determinato mese possa creare minore disponibilità ed abbassare la capacità di spesa dell’intero nucleo familiare.

Carta revolving: cosa valutare nella scelta?

La revolving, di fatto, costituisce una sorta di piccolo finanziamento, con un piano rateale modulato in base alle reali necessità del titolare della carta e la possibilità di procedere all’estinzione anticipata in qualsiasi momento. In virtù delle summenzionate caratteristiche, prima di scegliere una carta di credito revolving, è opportuno attuare una scrupolosa analisi dei costi e dei benefici che sono in grado di offrire.

Navigando sul web si può notare come l’offerta di carte di credito revolving sia particolarmente ampia e varia. Non tutte, però, risultano confacenti alle reali esigenze del consumatore oppure risultano poco convenienti dal punto di vista economico. A supporto dei consumatori esistono alcuni siti specializzati in carte di pagamento che, in modo obiettivo ed imparziale, sono in grado di fare un “check-up” completo di ogni singolo strumento di pagamento.

Nella nostra ricerca in rete, ci siamo imbattuti in un sito dove, ad esempio, si può notare come le opinioni e le caratteristiche di carta nova di Findomestic sono molto interessanti. E possono costituire un utile supporto all’utente quando va alla ricerca di una carta di credito revolving su “misura”.

Partendo dal presupposto che le revolving sono a tutti gli effetti delle carte di credito, e quindi incorporano un elevatissimo grado di accettazione, l’ambito economico è indubbiamente il più importante da valutare. Oltre al costo relativo al canone annuo, le revolving implicano che il titolare paghi degli interessi: è opportuno, di conseguenza, leggere a quanto ammonti il TAN e il TAEG, al fine di comprendere, compiutamente, quali siano i costi della carta.